1. Ratanakiri: la giungla primordiale del nord-est
L'altopiano di Ratanakiri, nel nord-est del paese al confine con Vietnam e Laos, è la meta più selvaggia e autentica per chi vuole fare trekking in Cambogia lontano dalle rotte turistiche. Qui la foresta pluviale è ancora intatta: alberi altissimi, liane, sottobosco fitto, e il silenzio interrotto soltanto dal verso delle scimmie o dallo scrosciare di una cascata nascosta.
Ratanakiri
Le attrazioni naturali sono straordinarie: il lago vulcanico di Yeak Laom, perfettamente circolare e di un blu smeraldo intenso, è uno dei siti naturali più belli dell'intero Sud-est asiatico. Attorno a lui si snodano sentieri nella giungla che portano alle cascate di Kachang, Achar e Ou'Suang Lair, e alla foresta di Norng Kabat, ancora in gran parte inesplorata.
Ma Ratanakiri è anche terra di minoranze etniche — Pyar, Brao, Mnong — che vivono in villaggi tradizionali immersi nella foresta. Molti tour combinano il trekking nella giungla con soste nei villaggi e notti in homestay: un modo per conoscere da vicino culture antichissime, dormire nelle case su palafitte e mangiare intorno al fuoco sotto le stelle.
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2. Parco Nazionale di Ream: foreste di mangrovie e spiagge selvagge
A pochi chilometri da Sihanoukville, il Parco Nazionale di Ream è una delle aree protette meglio conservate del paese. Qui si alternano foreste di mangrovie, foresta pluviale costiera e tratti di spiaggia ancora incontaminati, lontani dalla folla e dall'edilizia selvaggia che ha trasformato altre zone della costa cambogiana.
I percorsi di trekking in Cambogia dentro Ream sono accessibili anche ai meno esperti: si cammina tra i canali delle mangrovie, si attraversa la foresta in bicicletta o a piedi, si osservano aironi, martin pescatori, varani e, con un po' di fortuna, delfini Irrawaddy nei canali fluviali. È il posto ideale per un gruppo di amici o una coppia che cerca natura senza troppe difficoltà tecniche.
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3. Monte Bokor: trekking tra nebbia e foresta tropicale d'altura
Il Monte Bokor
L'altopiano di Bokor è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un romanzo di Conrad. A oltre 1.000 metri di altitudine, la foresta tropicale d'alta quota è costantemente avvolta nella nebbia, silenziosa, quasi spettrale. I sentieri salgono tra alberi coperti di muschio, passano accanto a templi abbandonati e arrivano a belvedere mozzafiato sull'oceano e sulla pianura sottostante.
Il trekking in Cambogia qui ha un sapore tutto particolare: il clima fresco, i suoni ovattati dalla nebbia, l'assenza quasi totale di altri visitatori nei giorni feriali rendono l'esperienza memorabile. Una destinazione per chi ama la natura con una sfumatura di mistero.
4. Stung Treng e Preah Vihear: foreste di dipterocarpacee e templi UNESCO
Stung Treng e Preah Vihear
Il nord della Cambogia, tra Stung Treng e Preah Vihear, custodisce un tipo di foresta rarissimo: la foresta di dipterocarpacee a foglia caduca, localmente chiamata "rừng khộp". È una foresta secca, luminosa, con alberi dall'aspetto quasi lunare e un sottobosco rado che lascia filtrare la luce dorata. Completamente diversa dalla giungla umida del resto del paese.
In questa zona è possibile fare trekking in Cambogia combinando l'esplorazione forestale con la visita al tempio di Preah Vihear, Patrimonio UNESCO arroccato su una scarpata rocciosa al confine con la Thailandia. I sentieri che lo raggiungono attraverso la foresta sono tra i più scenografici del paese.
5. Grotte calcaree: trekking verticale nella Cambogia sotterranea
La Cambogia nasconde migliaia di chilometri di grotte calcaree, la maggior parte ancora inesplorate. Alcune, come Phnom Chhnork e le grotte carsiche del sud e dell'est del paese, sono accessibili con guide locali e offrono un'esperienza di trekking davvero unica: si cammina, si arrampica, ci si fa largo tra stalattiti e passaggi stretti, scoprendo ecosistemi sotterranei abitati da specie endemiche. Un'avventura per chi non si accontenta dei sentieri in superficie.
Phnom Chhnork
Prima di partire, qualche indicazione fondamentale per affrontare la giungla cambogiana in modo responsabile e sicuro:
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Guida locale: Non avventurarti mai da solo in foreste remote come Ratanakiri o Bokor. I sentieri sono spesso privi di segnaletica e il rischio di perdersi è reale. Affidati sempre a una guida locale o a un'agenzia specializzata.
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Equipaggiamento: Scarpe da trekking con buona aderenza, abbigliamento tecnico traspirante, giacca a vento leggera, cappello, spray antizanzare ad alta concentrazione e crema solare. Per le grotte, porta una torcia frontale affidabile.
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Periodo migliore: La stagione secca, da novembre ad aprile, è il momento ideale per il trekking in Cambogia. Sentieri asciutti, fiumi percorribili, foresta più accessibile. Durante la stagione delle piogge (maggio–ottobre) i sentieri diventano scivolosi, i ruscelli si gonfiano e alcune zone diventano impraticabili.
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Rispetto per le comunità locali: In molte aree forestali vivono minoranze etniche con tradizioni e credenze proprie. Comportati sempre con rispetto, chiedi il permesso prima di fotografare e, se possibile, scegli tour che reinvestono parte dei proventi nelle comunità locali.
Il trekking in Cambogia è ancora una frontiera aperta: pochissimi italiani ci arrivano, le infrastrutture sono essenziali, il contatto con la natura è diretto e autentico. Non è un trekking per tutti — richiede curiosità, adattabilità e voglia di uscire dalla zona di comfort — ma chi lo sceglie torna a casa con qualcosa di difficile da descrivere: la sensazione di aver visto un paese nella sua vera essenza, prima che il turismo di massa cambi tutto.
Se il tuo prossimo viaggio in Cambogia ti porta oltre Angkor, dentro la giungla che pochi conoscono, scoprirai che il paese ha molto più da offrire di quanto immaginassi.
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